
Il quartiere Laurentino 38 è una delle periferie più popolose di Roma, con oltre 50.000 abitanti. Situato nel quadrante sud-est della città, è delimitato a nord dalla via Laurentina, a sud dalla via Tuscolana, a est dal quartiere Appio Claudio e a ovest dal quartiere Tor Bella Monaca.
La storia urbanistica del Laurentino 38 è complessa e articolata, e può essere suddivisa in tre fasi principali:
Laurentino 38: La fase progettuale (1962-1974)

Il quartiere nasce dall’attuazione della Legge 167/62, che prevedeva la costruzione di nuove abitazioni per le fasce sociali più deboli. Il Piano di Zona 38, approvato dal Comune di Roma nel 1962, prevedeva la realizzazione di un quartiere residenziale di circa 20.000 abitanti, dotato di tutti i servizi necessari.
Il progetto fu affidato a un team di architetti guidato da Pietro Barucci, che si ispirò alle grandi sperimentazioni urbanistiche europee del secondo dopoguerra, dalle New Towns inglesi all’urbanistica tridimensionale di Le Corbusier.
Il progetto prevedeva la realizzazione di un quartiere modulare, costituito da quattordici “insule”, ognuna delle quali composta da sette edifici, di cui cinque in linea e una torre. Gli edifici erano disposti su un grande viale ad anello, collegato da ponti pedonali.
I lavori di costruzione del Laurentino 38 iniziarono nel 1974 e si protrassero per oltre 10 anni.
Laurentino 38: La fase di realizzazione (1974-1984)

La realizzazione del Laurentino 38 fu caratterizzata da numerosi problemi, tra cui i ritardi nei finanziamenti, la mancanza di coordinamento tra i diversi enti coinvolti e l’opposizione dei residenti dei quartieri limitrofi.
Inoltre, la crisi economica degli anni ’70 e ’80 determinò un drastico calo delle risorse disponibili, che si tradusse in una riduzione delle dimensioni e della qualità degli edifici.
Laurentino 38: La fase di trasformazione (1984-oggi)

Negli anni ’90, il Laurentino 38 iniziò a trasformarsi. Con l’arrivo di nuovi abitanti e servizi, il quartiere iniziò a perdere la sua connotazione di “ghetto”.
Nel 2000, il Comune di Roma approvò un Piano di Recupero Urbano, che prevedeva la riqualificazione urbanistica del quartiere e la realizzazione di nuovi servizi.
I lavori di riqualificazione sono ancora in corso, e hanno portato alla realizzazione di nuove scuole, asili nido, centri sportivi e commerciali.
Elementi caratteristici del progetto urbanistico

Il progetto urbanistico del Laurentino 38 è caratterizzato da alcuni elementi distintivi, tra cui:
- La modularità: il quartiere è costituito da quattordici “insule”, ognuna delle quali composta da sette edifici.
- La separazione tra traffico veicolare e pedonale: gli edifici sono disposti su un grande viale ad anello, collegato da ponti pedonali.
- La presenza di spazi verdi: il quartiere è circondato da aree verdi, tra cui la Riserva Naturale Laurentino Acquacetosa.
In particolare, gli undici ponti che sono stati realizzati hanno costituito quell’elemento di innovazione architettonica che andava a saldare le due parti, una al di là e una al di qua dell’anello stradale, generando un modello di città, come accadeva in molti progetti di città nord europee (Cumbernauld 1967, Milton Keynes 1967).
La circolazione stradale avviene al livello più basso a livello terra, e una circolazione pedonale, invece, a livello superiore. Questa idea del ponte genera un sistema urbano che diventa una sorta di vertebra urbana. L’intervento prevedeva un sistema di servizi. In quegli anni si realizzavano troppi servizi per le abitazioni di Edilizia Economica e Popolare e molti di essi non sono stati utilizzati perché sovradimensionati (dal commercio ai servizi pubblici e sociali). Pertanto l’utilizzo di questi ponti è stato condotto in modo non appropriato, e si è deciso di demolire tre degli undici ponti, diventando otto.
Conclusioni
La storia urbanistica del Laurentino 38 è una storia di contraddizioni e difficoltà. Infatti, il quartiere è stato spesso oggetto di critiche, ma negli ultimi anni ha iniziato a trasformarsi in un quartiere più vivibile e integrato.
Il Piano di Recupero Urbano in corso sta contribuendo a migliorare la qualità del quartiere. E’ ancora necessario un impegno costante da parte delle istituzioni e dei cittadini per rendere il Laurentino 38 un quartiere realmente a misura d’uomo.
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